Associazione Scuole Varese     
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Storia dell'ASVA

  1. Costituzione dell'Associazione
  2. Bilancio dell'attività del 1° biennio

Relazione per la presentazione delle modalità costitutive dell’Associazione delle scuole di Varese

a cura di Valli Lucio, coordinatore dell’Associazione e membro del gruppo di lavoro che ha curato tutti gli atti istruttori  per la nascita della stessa (12/04/06)

                                            

 Indice

 

1.      Descrizione sintetica del contesto:

a.       dati quantitativi (chi siamo)

b.      il punto di partenza: i bisogni

c.       organizzazione: tempi e procedure osservati

d.      lo statuto

e.       il regolamento

 

2.      Aspetti critici espliciti

 

3.      Aspetti critici impliciti

 

Dati quantitativi

39 Istituti, di cui 10 superiori (9 di Varese), 3 DD (di cui 2 di Varese), 17 IC (di cui solo 5 di Varese), 8 scuole paritarie ( 3 superiori, 2 medie e 3 primarie).

 

Il 7 febbraio 2006 con atto notarile è nata l’associazione delle scuole autonome di Varese cui hanno aderito 32 istituti statali (tutti) e 2 scuole paritarie

 

 

Punto di partenza: bisogni

 

Ø   da uno status giuridico posticcio ad emanazione e secondo una logica di fatto gerarchico/verticistica ad uno status riconosciuto e incoraggiato dalle norme dell’autonomia scolastica e ad emanazione orizzontale e dal basso, cioè per  espressione della volontà delle scuole stesse

Ø  da una materia a perimetro ristretto (la formazione) ad un’area  a 360°

Ø    da una partecipazione episodica e deresponsabilizzata da parte dei dirigenti ad una presenza disciplinata ( nel senso di regolata da precise norme e regole) e responsabilizzata

 

Ø  di uscire dall’isolamento: l’attribuzione dell’autonomia giuridica ad ogni Istituto ha di fatto esasperato una dimensione di solitudine ed autoreferenzialità che prima erano attenuate dalle direttive e dalle disposizioni ministeriali che eteroguidando le scuole le faceva almeno procedere apparentemente lungo assi paralleli. C’è l’acuto bisogno di creare luoghi comuni e di poggiare su solide basi le pratiche di confronto e collaborazione professionale per tutto il personale, sia per i dirigenti che per i docenti che per i direttori amministrativi;

 Ø      per gli Istituti scolastici di diventare interlocutori credibili a livello territoriale (con una progressione dei livelli di confronto Comune/Provincia/Regione proporzionale alla dimensione dell’Associazione): cioè di rappresentarsi sulla scena sociale e politica del territorio, attraverso una massa critica, come soggetto autonomo, come nuovo attore collettivo, credibile, dotato di specifiche competenze tecniche, all’interno di un concerto di autonomie che parte dalle famiglie per arrivare agli enti territoriali: il territorio quindi inteso come luogo della concertazione degli interventi sull’istruzione, attraverso l’azione interpretativa e operativa di diversi soggetti.

 Organizzazione: tempi e procedure osservati

L’iter dei lavori, dalla decisione del Nodo fino alla prima conferenza dell’ Associazione, è durato 6 mesi

 

Settembre 2005 in occasione della prima riunione di nodo, sulla base delle riflessione appena fatte circa la necessità di superare la struttura per nodi, un gruppo di sette dirigenti viene delegato ad elaborare una bozza di accordo di rete.
Ottobre 2005 il lavoro di gruppo viene concluso in un mese con     quattro sedute: in occasione del  primo incontro si   concorda:
  • esplicitazione del perimetro e contenuto del mandato ricevuto
  • calendario dei lavori
  • modalità, procedure e relazioni del gruppo di lavoro:
    • chi coordina
    • chi verbalizza e cura la parte di dcumentazione
    • come si prendono le decisioni (approccio problematico: gli aspetti critici non vanno risolti dal gruppo di lavoro, ma sottoposti all’assemblea dei dirigenti come occasione importante di condivisione e crescita collettiva)
Novembre 2005
  • inizio: si provvede alla trasmissione della bozza di         Statuto a tutti gli Isttituti
  • fine: si tiene  l’assemblea dei dirigenti perdiscutere contenuti della bozza
Dicembre 2005
  • inizio: si producono le delibere dei collegi docenti e dei consigli d’Istituto che intendono  associarsi
  • fine: assemblea dei dirigenti per verificare eventuali proposte di modifica
Gennaio 2006 stesura definitiva dello statuto e raccolta delle delibere: il documento risulta essere alla fine il frutto dei contributi, in diverse fasi, del gruppo di lavoro, dell’assemblea dei dirigenti, degli organi collegiali di ciascun Istituto scolastico.
Febbraio 2006 firma con atto notarile
Marzo 2006 prima assemblea dell’associazione per la designazione del coordinatore, dei suoi collaboratori, per la definizione del Regolamento e del Programma

 Lo Statuto

Lo Statuto si muove all’interno della normativa specifica di riferimento, in particolare l’art. 7 del DPR 275/99 ed è sostanzialmente simile a quelli di altre realtà di reti provinciali, può essere quindi opportuno un sintetico richiamo su due soli aspetti:

 

 

A – Attività di politica scolastica a sostegno e promozione del servizio nei bacini di pertinenza

In particolare

1.     Monitoraggio della domanda ( bacino d’utenza ) e relativo adeguamento delle strutture/servizi

2.     Coordinamento del calendario e degli orari scolastici

3.     Collaborazione con il territorio: attivazione di rapporti e promozione di accordi e convenzioni con gli interlocutori istituzionali: Miur nelle sue articolazioni centrali e periferiche, Regione, EE.LL., ASL

 

B – Attività Didattica di programmazione, formazione e                                    aggiornamento

 

In particolare

 

1.     Orientamento e riorientamento;

2.     Progetti Europei e relativa gestione;

3.     Attività extracurricolari e comunicazione delle                                    esperienze in rete;

4.     Formazione e aggiornamento a favore del personale                          docente e A.T.A.

5.     Risorse, progetti, attività per la prevenzione del disagio e                    dell’insuccesso.

 

C – Gestione organizzativa

In particolare

 

1.       Utilizzo in rete degli edifici (laboratori, auditorium,…) e di attrezzature tecnico scientifiche;

2.    Realizzazione di strumenti per l’analisi del contesto socio-culturale e per la valutazione dei servizi da parte dell’utenza.

3.     Coordinamento tra i diversi ordini di scuola (portfolio, …..)

4.     Condivisione di risorse, competenze e materiali;

 

D – Gestione Amministrativa

In particolare

 

1.     Acquisti di beni e servizi;

2.     Programmazione degli interventi e determinazione degli indirizzi della complessa attività prevenzionale ex D.Lgs. n. 626/94 e successive modificazioni ed integrazioni, da svolgersi in seno alla rete.

  Regolamento

 

      Nel mese di aprile è stato regolamentato in sede di conferenza l’assetto organizzativo dell’Associazione (vedi allegato in proposito). E’ un’area ancora in via di costruzione ed è impensabile che un soggetto collettivo così complesso, destinato ad ampliarsi, non abbia delle sottoarticolazioni  coordinate per competenza/interesse da gruppi di lavoro permanenti che presidino i settori strategici dell’Associazione assicurandone il funzionamento reale e l’effettivo perseguimento dei propri scopi. Del resto è questo lo spirito di un’associazione: la cooperazione.

 Aspetti critici espliciti

  1.  Focalizzazione dei FINI prevalenti dell’accordo

 

Il primo problema che ci siamo posti è stato quello di definire la relazione tra il contenuto dell’accordo e il contenitore, ossia la forma organizzativa che l’associazione avrebbe dovuto assumere per assolvere efficacemente i propri compiti: andava quindi definito lo spazio che si intendeva occupare e il ruolo che s’intendeva svolgere per ricavare l’assetto  geometrico e i piani di interesse/coinvolgimento degli Istituti e da questi la struttura giuridico/organizzativa. Quindi: che tipo di attore collettivo ritenevamo di dover essere? :

1.     struttura allargata (A) per problematiche e necessità trasversali a tutti gli Istituti e ristretta ® per quelle relative a ciascun ordine di scuola (con centratura sui compiti specifici di ogni grado scolastico)

 DIAGRAMMA1= Scuole dell'infanzia e primarie

2= Scuole secondaria 1° grado

3= Scuole secondaria 2° grado



2.      struttura allargata per problematiche e necessità trasversali a tutti gli Istituti e ristretta ® per quelle relative allo specifico territorio di appartenenza (centratura sui compiti e sulle problematiche inerenti  il territorio e l’Ente locale)

diagramma

a,b,c,d= articolazioni corrispondenti a ciascun ente locale

3. struttura allargata (A) per problematiche e necessità trasversali a tutti gli Istituti e ristretta ® sia per quelle relative a ciascun ordine di scuola (centratura sui compiti specifici di ogni grado scolastico) e sia per quelle relative allo specifico territorio di appartenenza (centratura sui compiti e sulle problematiche inerenti  il territorio e l’Ente locale): un’articolazione complessa il cui obiettivo è quello di conciliare sull piano operativo la dimensione generale e quella specifica dei problemi da gestire

diagramma

Si è scelto di cominciare con un ruolo più defilato, più vicino alla storia dei rapporti intrattenuti in questi anni, mantenendo come centro di gravità i distretti e i bacini territoriali: lo scopo di breve e medio tempo è quasi di tipo pedagogico: dare tempo agli Istituti scolastici di costruire una cultura professionale declinata  al plurale, nelle relazioni e consuetudini sia interne all’Istituto,  che esterne con gli altri Istituti. L’obiettivo di medio-lungo tempo è quello di arrivare ad un’associazione provinciale, al cui interno sopravvivano le articolazioni distrettuali.
Definito così il ruolo, si è potuto ricavare la struttura conseguente che nello Statuto recepisce il modello n 3 su descritto.

  1. Adesione all’associazione: tipologia e dislocazione degli Istituti; rapporti con le reti esistenti

 

Per quanto riguarda la località si è già detto: l’avvio ha riguardato le scuole dell’ex nodo, ma da questo momento l’adesione è aperta a ciascuna scuola di Varese provincia. Il nostro auspicio è che si verifichi prima un accordo fra le scuole di ciascun ex nodo e che successivamente queste reti entrino nell’Associazione.

Per quanto riguarda la tipologia,  ossia la distinzione fra scuole statali e paritarie, si è deciso che l’associazione dovesse riguardare le scuole pubbliche, pertanto senza distinzione fra quelle legalmente riconosciute. A questo proposito va specificato che nella fase d’avvio ci siamo rivolti agli Istituti, ma nei prossimi mesi l’intenzione è di farci conoscere anche dalle scuole dell’infanzia paritarie e rivolgere anche a loro l’invito ad associarsi.

Molta fatica si è fatto per comprendere quali potessero essere i rapporti fra l’Associazione e le reti già esistenti e future: su questo aspetto è apparsa evidente quanto sia ancora attuale la scarsa chiarezza attorno a questi soggetti giuridici e ai loro scopi. Forse il modo migliore per fugare disorientamenti sarebbe quello di immaginare un’Associazione provinciale delle scuole al cui interno nascano reti di progetto, temporanee o durature, che rispondano a specifiche necessità (locali e territoriali piuttosto  che a tema: l’intercultura, un certo percorso di formazione..). Non si prevede alcuna incompatibilità nell’appartenenza di un Istituto a diverse reti. Tuttavia la proliferazione dovrà essere contemperata dai principi di economicità, efficienza ed efficacia: va tenuto presente che ogni rete rappresenta un contratto da onorare.

 

  1. Su quale fondamento giuridico poggiare il  modello organizzativo reticolare?

 

Si è optato per la prima soluzione.

 

4.  E quale veste giuridica dare all’accordo di rete (che è sempre una forma associativa): associazione non riconosciuta o associazione  riconosciuta come persona giuridica?

 
Il “vestito” con cui dare profilo formale a questo nuovo attore non è questione di poco conto.

Sul dubbio circa la disciplina da applicare, se quella relativa alle associazioni riconosciute

o non riconosciute come persone giuridiche, si è già pronunciata l’Avvocatura di Stato con un parere espresso il 15 marzo 2001 a seguito di un quesito posto da un Istituto comprensivo di Roma: Sembra doversi optare per la seconda ipotesi. La struttura associativa delle reti di scuole non determina la nascita di una nuova persona giuridica, pubblica o privata, e ciò per un duplice ordine di ragioni. Innanzitutto la personalità giuridica pubblica è sempre conferita con legge, sì da ipotizzarsi unioni di enti pubblici senza personalità giuridica.

Inoltre, la configurazione di una nuova persona giuridica sembra in contrasto con la ratio della normativa di riforma, diretta a rendere sempre più indipendenti (se pure permettendo forme di collaborazione), le scuole, evitando di creare strutture che si sostituiscano alle stesse.”

Più difficile invece è stato decidere se la costituzione dovesse avvenire con atto pubblico (redatto cioè con la supervisione di un notaio e da lui registrato) o con scrittura privata (redatto dai soci ). Abbiamo chiesto un  parere sia all’avvocato che presta consulenza ad alcune scuole dell’ex nodo di Varese, sia a due avvocati dell’università di Bergamo in occasione del Convegno che si è tenuto a Milano sulle associazioni di scuole delle province lombarde, ospitato dall’Anci. Ci è stato spiegato che, sebbene da un punto di vista giuridico e sostanziale non cambi nulla perché in entrambi i casi si avrebbe sempre un contratto con piena rilevanza a termini di codice civile, era preferibile nel nostro caso ricorrere all’atto pubblico notarile per due ragioni:

a.     Ha una funzione prevalente di garanzia nei confronti tanto dei soggetti partecipanti alla vita associativa quanto, ma solo parzialmente, di chiunque possa entrare in contatto con l’Associazione. Inoltre la pubblicità di fronte a terzi (pensiamo soprattutto ai rapporti con gli Enti territoriali) è basilare: corrisponde alla stessa veste giuridica dei partiti o dei sindacati che hanno autonomia giuridica e precise garanzie senza la “pesantezza” burocratica richiesta dal riconoscimento;

b.      Le reti o associazioni di fatto (ossia costituite con scrittura privata) nascono essenzialmente per un determinato progetto e non hanno prospettive se non quelle relative al progetto stesso, mentre le associazioni  costituite con atto pubblico solitamente nascono senza scopi immediati bensì per perseguire i fini istituzionali

Va detto per concludere che questa è la scelta che è stata fatta da tutte le province e le regioni che si sono associate in rete.

 5.  Ruolo e funzione del coordinatore dell’associazione e dei suoi collaboratori

 Questo è l’unico aspetto critico su cui non si è riusciti a trovare la piena condivisione e anzi ci si è dovuti pronunciare con una votazione: fatto salvo che il coordinatore dovesse essere eletto da tutti gli associati in sede di conferenza, il dilemma riguardava il fatto se i collaboratori dovessero essere poi scelti direttamente dal coordinatore (secondo una logica funzionalista: il coordinamento di una struttura così complessa si prefigura come un impegno estremamente gravoso, da qui la necessità che il responsabile scelga le persone a suo giudizio più idonee a condividerne il peso)  o dall’assemblea (secondo una logica di controllo e di contrappesi del potere che potrebbe avere il soggetto che si trovasse a gestire una struttura così importante): ha prevalso a larghissima maggioranza la seconda ipotesi.

 6.     I costi della struttura associativa

 Le voci di costo principali riguardano:

 Aspetti critici impliciti

C’è un aspetto che ha aleggiato sullo sfondo dei lavori e nei primi confronti assembleari: l’appartenenza sindacale dei rappresentanti legali degli Istituti scolastici, cioè dei dirigenti scolastici. E’ una dimensione questa che nella testimonianza delle esperienze di altre province che da tempo si sono avviate su questa stessa strada hanno scontato e hanno dovuto superare. L’attore collettivo cui stiamo dando vita è assolutamente nuovo, necessita di logiche nuove. L’Associazione ha natura istituzionale: la sua nascita non è sponsorizzata da alcuna sigla, non è concepita come una “conferenza” dei dirigenti di natura professionale o sindacale, la sua cultura di riferimento è quella dell’essere al servizio, della cooperazione e della concertazione delle autonomie prima di tutto dentro ciascun Istituto e quindi fra Istituti e tra Istituti e territorio. Sono le scuole che costituiscono l’Associazione e che vi aderiscono, tramite delibere dei propri organi collegiali. Esse sono rappresentate in seno all’Associazione dai loro dirigenti, nella veste di rappresentanti legali dell’Istituzione e non sono i Dirigenti  i protagonisti assoluti ma i conduttori essenziali, garanti del rispetto di un patto di rilevanza e ricaduta tanto interna alla scuola da lui rappresentata  quanto esterna, sostenitori di un modo di pensare e progettare al plurale.

Quale sfida immediata ci attende ora? L’associazione è nata e dovrà crescere sia come dimensione esterna ma soprattutto come dimensione interna: fatta la rete, è il ruolo di associato che va maturato.

Dovremo tenere presente la raccomandazione di Armone e Summa  nell’inserto “tecnodid” del 2002 “Mettersi in rete”: andrà bilanciata la crescita della rete con la crescita dei singoli soggetti, andranno rese compatibili le esigenze delle identità e delle appartenenze con quelle dell’ integrazione (cultura, valori e regole comuni e condivise, superando comportamenti individualistici o divergenti a favore di comportamenti convergenti, collaborativi e cooperativi), mantenendo un sano equilibrio fra la competizione  (indispensabile per mantenere la propria identità) e la cooperazione, necessaria per l’identità di rete.


BILANCIO ATTIVITA' DELL’A.S.VA. NEL SUO PRIMO BIENNIO


RELAZIONE

Approvata dal Direttivo

e presentata in seduta plenaria il 04-03-2008




Premessa


In occasione del rinnovo delle cariche si è ritenuto opportuno offrire un quadro completo dell’attività svolta, sia come forma di consuntivo dovuto sia come ideale consegna all’assemblea dell’attuale profilo degli impegni che l’associazione comporta, così che il programma possa essere confermato piuttosto che modificato e che i nuovi responsabili possano assumere nella maggior consapevolezza gli oneri conseguenti



Dati quantitativi


Nel febbraio 2006 l’Associazione si è costituita con 33 Istituti, oggi ne conta 68.


Nell’aprile 2006 sono stati designati il coordinatore e i coadiutori.


Il Direttivo si è riunito 14 volte per un totale di 35 ore cui vanno aggiunte altre 20 ore per incontri di rappresentanza (USP, Provincia, Prefetto, ecc).

I lavori si sono sempre svolti in un clima di grande disponibilità, collaborazione, competenza e di alta motivazione.


Le sedute dell’ assemblea plenaria sono state 10.


Il Presidente ha dedicato 300 ore alla vita dell’Associazione: 100 investite nei lavori istruttori sia per gli incontri del Direttivo che per le assemblee; 60 per le corrispondenze sia interne che esterne; 30 per la cura del sito (rapporti con il web-master, preparazione dei materiali, ecc.); 20 per l’avvio dei tavoli di lavoro; 55 per gli impegni del Direttivo e il resto nella predisposizione di documentazione varia (verbali, quesiti, ecc.)



Attività svolte





  1. Reti e associazioni di scuole: per mesi si è dovuto discutere sulla natura delle associazioni fra scuole pubbliche, a seguito anche di contestazioni di revisori dei conti;

  2. atti di culto nelle scuole

  3. vendita libri di testo da parte delle scuole

  4. forze dell’ordine a scuola

  5. La riduzione del 20% del monte ore di cui alla legge 15 marzo 1997 n. 59









Attività in corso







Attività future